Buongiorno e buon rientro dalle vacanze!
Ci eravamo lasciati a fine giugno, a causa di un grave problema di salute che aveva colpito mio padre togliendomi tempo e serenità per dedicarmi con continuità alla pubblicazione della newsletter.
Fortunatamente il momento peggiore è passato e posso così tornare alle attività consuete con ritrovato slancio.
Ritorno quindi a condividere con te le ultime notizie dalla Borsa LME relative alla scorsa settimana ed alcuni approfondimenti dal mondo dei metalli.
Gli “industriali” vedranno un aumento di prezzo a causa della ripresa della produzione, con il loro vero potenziale di crescita nel listino LME che sarà visibile a metà mese.
Nel corso della prima settimana lavorativa del dopo ferie è emerso, senza eccessivo ritardo, il quadro della situazione dei mercati dei metalli e delle leghe.
Le aspettative dei rialzi dei prezzi collegabili agli andamenti del listino LME sono state generate principalmente dalle fasi ondivaghe del rapporto di cambio tra euro e dollaro.
Una situazione che comunque non sarà certo rosea per i consumi degli “industriali” in questo ultimo quarto dell’anno e dell’insieme allargato dei rispettivi prodotti semilavorati.
La buona ripresa del prezzo USD 3mesi del Rame sta dettando in Borsa una cadenza dai toni marcatamente positivi, ragione questa che ha portato le posizioni di Alluminio e Zinco a registrare delle seppur blande collocazioni in “backwardation” tra i valori settlement e 3mesi.
Rame nuovamente oltre quota 9.900
Nel seguire con il consueto ordine gli andamenti settimanali degli “industriali”, occorre analizzare con la massima attenzione quello che ha fatto vedere al LME il Rame. Il metallo guida del listino è ritornato con apparente facilità a riposizionarsi oltre quota 9900 USD 3mesi dopo cinque settimane esatte dalla sua ultima apparizione.
Una situazione che ha comunque come supporto principale una sensibile crescita di denaro orientato in chiave rialzista, il cui effetto a breve smorzerà le velleità di ulteriori rialzi del Rame in Borsa.
Il listino LME pur conoscendo una fase espansiva non potrà rimanere indifferente alle imminenti incertezze che avrà il “metallo rosso” e in primo luogo lo Zinco, ritornato in “backwardation” dopo le fugaci apparizioni della prima metà di luglio e precedentemente nella quarta settimana dello scorso novembre.
Zinco in equilibrio tra domanda e offerta
Alla Borsa, più che la quotazione settlement più alta rispetto a quella 3mesi, sta piacendo la situazione di equilibrio che ha raggiunto lo Zinco tra le componenti domanda e offerta, quasi a rappresentare un salvacondotto per il mantenimento della sua quotazione oltre la linea dei 2800 dollari, ma senza ulteriori spinte rialziste.
Le Leghe, Ottone e Zama
I produttori di barra di ottone dovranno necessariamente abbindolare la matassa dei prezzi base, lasciata, come consuetudine tutta italiana a fine luglio e in una situazione non certo agevole da districare.
La variazione complessiva della quotazione che l’Ottone in barra ha riportato in tutto il mese di agosto non è stata rilevante, si sta parlando di uno scostamento positivo di valore tra i 50 e i 70 euro per tonnellata, ma per gli utilizzatori di “giallo” è mancata anche l’opportunità di fissare un prezzo interessante e al momento irripetibile registrato in prossimità della prima decade di agosto, con le trafilerie italiane ormai in ferie.
La ripresa del prezzo dello Zinco non sta producendo effetti particolari in relazione alla quotazione della Zama, questo grazie soprattutto al rinforzo dell’euro rispetto al dollaro, che manterrà stabile il valore medio della lega e in linea con quello visto a fine luglio.
Prosegue il momento positivo per l’Alluminio
Il momento positivo proseguirà per l’Alluminio, anche se sarebbe più preciso parlare di stabilizzazione del prezzo USD 3mesi in prossimità di questo ultimo livello di massimo relativo, privando il metallo di ulteriori fughe in avanti e mantenendolo molto lontano dalla soglia dei 2700 dollari.
Nichel in rialzo ma non durerà
L’illusione di un ulteriore rialzo del prezzo in dollari, che il Nichel darà in Borsa nelle prossime sedute, non dovrà indurre gli utilizzatori diretti e indiretti di questo metallo che il grafico presenterà solo linee che punteranno verso l’alto. Il prezzo del Nichel non mancherà ancora di salire, ma solo per alcune sedute LME, per poi ritornare in un ambito che sarà la mediana dei valori delle ultime settimane e comunque di tutto rispetto.
Anche il Piombo beneficerà del momento positivo del listino
Il Piombo beneficerà del buon momento generale del listino dei metalli industriali, portando a suo vantaggio l’asticella del riferimento in dollari nuovamente a quota 2mila e poco altro.
Turbinosa crescita dello Stagno in rallentamento
La turbinosa fase di crescita del prezzo USD 3mesi dello Stagno vedrà nel corso della settimana una fase di rallentamento, pur mantenendosi in prossimità di quota 35mila; una linea che il metallo aveva toccato per l’ultima volta tra la fine di marzo e i primi di aprile.
UNO SGUARDO ALLA REALTA’ PRODUTTIVA

Allarme alluminio: Bruxelles prepara misure d’emergenza
I dazi di Trump hanno spinto i rottami verso gli USA, lasciando gli impianti europei senza materia prima. Bruxelles prepara misure straordinarie per evitare il collasso di un settore strategico per la transizione verde.
L’industria europea dell’alluminio, che vale circa 40 miliardi di euro e dà lavoro direttamente a 250.000 persone, è in una fase critica.
Le politiche commerciali statunitensi hanno infatti innescato una fuga di rottami verso gli Stati Uniti, privando gli impianti europei di materia prima essenziale per la produzione.
Alcuni stabilimenti sono già stati costretti a ridurre la capacità o a fermarsi del tutto.
I dazi imposti da Donald Trump hanno colpito l’export europeo di prodotti finiti, gravato da un dazio del 50%, mentre i rottami restano esenti. Negli Stati Uniti il prezzo dell’alluminio è salito, permettendo agli operatori locali di pagare di più per i materiali riciclati e attirando così rottami dall’Europa.
Nel solo primo trimestre dell’anno le esportazioni europee di rottami verso gli USA sono quasi triplicate, con prezzi del 20% superiori a quelli del Vecchio Continente.
Bruxelles valuta un freno all’export
La Commissione Europea intende presentare a settembre misure straordinarie per garantire che l’alluminio riciclato resti disponibile per l’industria interna. Tra le ipotesi allo studio c’è un prelievo sulle esportazioni di rottami, sebbene non sia stata presa ancora alcuna decisione definitiva.
L’obiettivo è tutelare un comparto cruciale per la transizione energetica, visto che l’alluminio è indispensabile per auto elettriche, turbine eoliche e imballaggi a basso impatto ambientale.
La questione rischia di inasprire le relazioni commerciali con Washington, già tese dopo che il recente accordo quadro non è riuscito a rimuovere i dazi su acciaio e alluminio.
Nel frattempo, gli operatori del riciclo mettono in guardia contro misure troppo drastiche e, secondo EuRIC, limitare le esportazioni potrebbe danneggiare la competitività senza garantire un reale vantaggio per i produttori europei.
Una corsa contro il tempo
La scarsità di rottami non è solo una questione di profitti, ma di sopravvivenza industriale. Mentre i clienti, come i produttori di lattine, chiedono sempre più metallo riciclato, l’industria europea si trova a poter trattare circa 2 milioni di tonnellate in meno rispetto alla sua capacità installata.
Se Bruxelles non agirà rapidamente, il rischio è di vedere compromesso un settore che sostiene oltre un milione di posti di lavoro in tutta Europa.
APPROFONDIMENTO

L’instabilità dei prezzi dell’alluminio, tra dazi USA, produzione cinese e nuove rotte dei rottami
L’aumento delle scorte LME e i dazi USA spingono i prezzi al ribasso, mentre domanda trainata dalle energie rinnovabili e la scarsità di rottami in Europa creano squilibri che mettono a rischio la stabilità del settore.
Il mercato dell’alluminio ha vissuto quest’anno mesi di grande volatilità.
Da un lato l’aumento delle scorte al London Metal Exchange (LME), dall’altro l’incertezza legata ai dazi statunitensi hanno contribuito a esercitare pressioni al ribasso sui prezzi.
Dal mese di giugno, secondo Commerzbank AG, le scorte sono cresciute di circa 150.000 tonnellate, un incremento che pesa in modo significativo sulle dinamiche di mercato.
La produzione cinese continua ad essere protagonista
Nonostante le tensioni commerciali e la debolezza dei prezzi, la Cina consolida la propria leadership mondiale nella produzione di alluminio.
Nei primi sette mesi dell’anno, la produzione primaria ha registrato un aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, segnale di una capacità produttiva che rimane elevata e in grado di influenzare l’andamento del settore globale.
Tuttavia, il principale produttore cinese ha avvertito che la crescita futura sarà più contenuta, con una capacità aggiuntiva limitata a livello mondiale. Mentre le scorte di alluminio primario restano basse sia in Cina che a livello internazionale, la domanda cresce sostenuta dallo sviluppo delle energie rinnovabili.
Pannelli solari, turbine eoliche e infrastrutture verdi richiedono grandi quantità di alluminio, creando un divario tra disponibilità e consumi. Secondo gli analisti di Commerzbank AG, questo squilibrio contribuisce a mantenere una tensione costante sul mercato fisico.
L’impatto dei dazi statunitensi sui rottami
I dazi imposti da Washington stanno ridisegnando le rotte commerciali globali.
In Europa, i produttori di alluminio secondario soffrono per la carenza di rottami, conseguenza del fatto che negli Stati Uniti si pagano prezzi molto più alti per la materia prima.
La scarsità ha già portato alla chiusura di alcuni impianti e spinto Bruxelles a valutare misure d’emergenza, tra cui un possibile dazio all’export di rottami, atteso per settembre.
Sul fronte nordamericano, le aziende canadesi hanno ridotto le spedizioni verso gli Stati Uniti, mentre i consumatori americani preferiscono acquistare direttamente sul mercato nazionale.
Una situazione che, se da un lato incentiva la produzione interna come auspicato dalle autorità statunitensi, dall’altro lascia irrisolta la dipendenza dalle importazioni, mentre i premi per le consegne fisiche raggiungono livelli eccezionalmente alti.
LINK UTILI
Newsletter redatta in collaborazione con i seguenti partner, per maggiori informazioni e approfondimenti o per consultare tabelle e grafici clicca sui link
METALWEEK: https://www.metalweek.it/
METALLI RARI: https://www.metallirari.com/allarme-alluminio-bruxelles-prepara-misure-emergenza/
METALLI RARI: https://www.metallirari.com/instabilita-prezzi-alluminio-dazi-usa-produzione-cinese-nuove-rotte-rottami/
Se sei arrivato a leggere fino a qui ti ringrazio, vuol dire che ti è piaciuta la newsletter.
Ti chiedo di lasciare un commento o una tua considerazione in merito ai temi trattati oppure una domanda alla quale vorresti risposta.
Se conosci qualcuno al quale potrebbero interessare questi temi inoltra il link al blog, grazie per la collaborazione.
Recent Comments