Buongiorno,
condivido con te le ultime notizie dalla Borsa LME relative alla scorsa settimana ed alcuni approfondimenti dal mondo dei metalli.
Il listino degli “industriali” LME nasconde un fattore chiave. Non è solo domanda e offerta, ma la posizione del dollaro a guidare le quotazioni.
Il momento non è ancora propizio per attribuire al listino degli “industriali” quello che, a livello di progettazione di una struttura, gli ingegneri vanno a concepirla con la prerogativa di essere autoportante. Il resistere contrastando le forze imposte dall’esterno non sono attualmente le caratteristiche che presentano i prezzi dei metalli quotati al LME.
Le determinazioni dei valori di Borsa e dei successivi momenti del loro governo non traggono quindi spunti diretti dagli elementi autogenerativi della domanda e dell’offerta, bensì dal fattore valutario.
L’imputazione di una fase, per così dire blandamente espansiva del dollaro, risulta quindi l’effetto regolatore per quanto riguarda l’insieme delle determinazioni delle quotazioni dei metalli alla Borsa londinese.
La flessione settimanale dell’indice LMEX dell’1,17% ha avuto come elemento di bilanciamento la ripresa dello 0,63% nel cambio tra euro e dollaro, a favore della moneta statunitense e comprimendo solamente a circa mezzo punto percentuale il vantaggio univoco del fattore acquisti di metalli da parte degli utilizzatori che operano nell’Eurozona.
Rame prossimo al minimo relativo del periodo
Il Rame si ritrova a fare i conti con la “backwardation” e quindi sinonimo di una situazione di potenziale crescita del valore USD 3mesi, collocandosi oltretutto in un momento che potrebbe coincidere con il livello di minimo relativo visto in prossimità del finale dell’ultima ottava LME e che ciclicamente si ripropone con cadenza bi-settimanale a partire da inizio ottobre.
Zinco sotto 3000 $/3mesi
La discesa del valore di Borsa al di sotto della linea dei 3mila dollari 3mesi è una collocazione che indubbiamente resta stretta allo Zinco. L’attuale quotazione del metallo è da considerare come elemento di opportunità per una crescita supportata da una serie di elementi positivi, come il perdurare di una “backwardation” significativa e l’incremento rilevante della componente denaro sulle posizioni con orientamenti rialzisti.
Le Leghe, Ottone e Zama
Le leghe di Rame e Zinco non potranno che tradurre in prezzi crescenti i loro riferimenti di mercato, in forma più diretta per l’Ottone e in maniera meno immediata rispetto alle variazioni attribuibili al metallo di riferimento per la Zama, il cui computo è basato sul valore medio delle ultime settimane.
Preludio a nuovi rialzi per l’Alluminio
L’Alluminio sarà da seguire con la massima attenzione, soprattutto per la collocazione attuale evidenziata nelle ultime sedute di Borsa, dove la quotazione USD 3mesi ha messo in rilievo situazioni di minimi relativi in sequenza, che costituiranno il preludio a riposizionamenti rialzisti verso aree di stabilità oltre i 2850 dollari.
Cosa farà il Nichel?
Il dato è ancora “acerbo”, ma il Nichel presenta al momento una struttura di prezzo USD 3mesi decisamente interessante nei termini di una ripresa del suo valore di Borsa che assumerà una forma ascensionale in prossimità della linea dei 14500 dollari, riferimento che nella sua riproposizione manca, in termini negativi, da inizio aprile.
Piombo momentaneamente sotto la soglia dei 2000 $
Lo stato di arretramento del prezzo del Piombo era nell’aria ormai da diverse settimane e in maniera sempre più attuale dopo la ripresa delle attività produttive in Cina, in seguito al lungo periodo di festività di inizio ottobre. Un livello di prezzo, quello attuale del Piombo, che comunque non potrà rimanere privo di attenzioni per qualsiasi utilizzatore di questo metallo e al momento collocato sotto il dato sensibile della soglia dei 2mila dollari 3mesi.
Stabile lo Stagno sulla soglia dei 37.000 $
Lo Stagno tenderà a stabilizzarsi in prossimità della linea dei 37mila USD, sia per la ripetitività di questa quotazione nello spazio temporale delle ultime tre settimane di Borsa che per le spinte rialziste ricevute dal riferimento LME al raggiungimento di questa soglia di valore.
UNO SGUARDO ALLA REALTA’ PRODUTTIVA

Nuovo scenario per i metalli industriali: stime ritoccate e premi dell’alluminio in aumento
Commerzbank ricalibra al rialzo le stime sui metalli di base. I premi dell’alluminio sono previsti in salita, come riflesso di una crescente scarsità di metallo sui mercati internazionali.
L’impennata dei prezzi dei metalli di base ha spinto Commerzbank a ricalibrare le proprie previsioni di mercato, riconoscendo una dinamica più sostenuta del previsto nel breve periodo. Secondo la banca tedesca, il comparto sta mostrando una forza superiore alle attese, anche se non mancano segnali di prudenza, soprattutto per quanto riguarda il rame.
Previsioni di prezzo: alluminio, rame e zinco in rialzo, nichel in ribasso
Commerzbank ha rivisto al rialzo le stime per la maggior parte dei metalli industriali.
Il rame, barometro dell’industria globale, è ora atteso a una media di 10.500 dollari per tonnellata da qui a fine anno, contro i 9.600 dollari precedentemente ipotizzati. Una revisione che riflette un sentiment di mercato più ottimistico, pur con la consapevolezza che la corsa recente abbia forse anticipato troppo i fondamentali.
L’alluminio mostra una traiettoria analoga: la banca prevede un prezzo medio di 2.900 dollari per tonnellata, in netto aumento rispetto ai 2.600 dollari stimati in precedenza. Anche lo zinco beneficia di una revisione positiva, con una media di 3.000 dollari per tonnellata. In questo caso, però, gli analisti ritengono che la spinta rialzista abbia raggiunto un primo punto di esaurimento.
Diverso il quadro per il nichel. Qui Commerzbank opta per un aggiustamento verso il basso: 15.000 dollari per tonnellata rispetto ai 16.000 precedentemente previsti. Il mercato resta infatti ben rifornito, e la crescita dell’offerta dovrebbe rallentare meno del previsto, mantenendo una pressione ribassista sui prezzi.
Tornano a salire i premi dell’alluminio in Europa
Per quanto riguarda il mercato dell’alluminio negli Stati Uniti i premi per le importazioni hanno raggiunto nuovi record, confermando la tensione crescente sulla disponibilità del metallo. Dopo una breve flessione a inizio mese, la corsa è ripartita con ancora maggiore intensità, complice la combinazione tra tariffe d’importazione al 50% e un’offerta globale che si sta restringendo.
Anche in Europa i premi sono tornati a salire, dopo un temporaneo sollievo registrato a inizio anno. L’effetto delle tariffe statunitensi, che aveva momentaneamente liberato metallo per altri mercati, sembra essersi dissolto, mentre i magazzini LME hanno ricominciato a diminuire. Il picco di fine ottobre, attribuito a un’operazione finanziaria di un grande trader, non ha invertito la tendenza di fondo e le scorte stanno nuovamente calando.
Secondo gli analisti di Commerzbank, la combinazione tra premi in aumento, scorte in discesa e un possibile rallentamento produttivo in Cina suggerisce che il principale produttore mondiale stia privilegiando il fabbisogno interno e regionale. A questo si aggiunge l’uscita dal mercato occidentale del metallo di origine russa, un tempo importante fonte di approvvigionamento per l’Europa. Se la Cina dovesse effettivamente ridurre le esportazioni, la pressione rialzista sui premi potrebbe proseguire nei prossimi mesi.
APPROFONDIMENTO

2025, l’anno più redditizio nella storia del trading dei metalli
Tra prezzi ai massimi, squilibri nell’offerta e nuove strategie geopolitiche, i grandi trader come Glencore, Trafigura e Mercuria registrano profitti record.
Il 2025 passerà alla storia come uno degli anni più redditizi per il trading mondiale dei metalli.
Dopo un lungo periodo di domanda incerta e prezzi altalenanti, le grandi società di trading stanno registrando guadagni mai visti prima. Un’esplosione di opportunità, nata da turbolenze nell’offerta globale e da improvvisi rialzi dei prezzi, ha trasformato il settore in un terreno di conquista per i giganti delle materie prime.
Glencore e Trafigura, leader indiscussi del mercato, si avviano verso l’anno migliore di sempre, mentre IXM — il terzo maggiore operatore al mondo — ha già superato i profitti dell’anno precedente, centrando un record per il terzo anno consecutivo.
I big dell’energia scoprono i metalli
Il boom dei metalli ha attirato nuovi protagonisti come i grandi trader dell’energia.
Aziende come Mercuria, Vitol e Gunvor hanno deciso di espandersi in un comparto ormai considerato strategico dai governi e vitale per la transizione energetica. Tra questi, Mercuria si distingue per la crescita più aggressiva, con profitti da circa 300 milioni di dollari solo nei primi mesi del 2025.
Tuttavia, non tutti hanno saputo cavalcare il nuovo ciclo con lo stesso successo. Vitol e Gunvor, più prudenti nell’ingresso nel settore, hanno raccolto risultati modesti, frenati da eventi politici imprevedibili e da un mercato estremamente competitivo.
L’effetto Trump e le distorsioni del rame
Una delle più grandi opportunità speculative dell’anno è arrivata dagli Stati Uniti.
Le minacce di dazi sull’importazione di rame raffinato, mai effettivamente imposti, hanno creato un’enorme differenza di prezzo tra il mercato americano e il resto del mondo. I trader più veloci hanno potuto sfruttare l’arbitraggio, spedendo metallo verso gli Stati Uniti e garantendosi margini elevatissimi.
Anche i minerali grezzi — rame, piombo e zinco — hanno vissuto forti aumenti di prezzo a causa dell’espansione della capacità di raffinazione e della scarsità di nuove miniere. Condizioni ideali per chi opera con contratti di fornitura a lungo termine.
Parallelamente, l’impennata di oro e argento ha offerto ulteriori guadagni ai trader, spesso esposti a questi metalli come sottoprodotti delle materie prime industriali. Alcune società hanno addirittura creato divisioni dedicate ai metalli preziosi per sfruttare appieno la fase rialzista.
Profitti record e caccia ai talenti
Glencore, che nei primi sei mesi dell’anno ha riportato utili operativi di 1,57 miliardi di dollari, ha mantenuto lo stesso passo anche nella seconda parte del 2025. Trafigura, dal canto suo, ha chiuso l’anno finanziario a settembre con profitti record nel comparto dei metalli non ferrosi.
L’euforia del settore ha acceso anche una vera e propria corsa ai talenti. Mercuria, in poco più di dodici mesi, ha messo insieme un gruppo di circa 150 professionisti. E nuove realtà — come BGN Group o la divisione trading di Aramco — stanno reclutando specialisti per entrare nel gioco.
Un mercato che non perdona
Nonostante la festa dei profitti, il mondo del trading di metalli resta spietato.
Gunvor, ancora in fase di costruzione della propria divisione, riconosce di muoversi più lentamente rispetto ai concorrenti.
Eppure, chi ha saputo resistere ai periodi difficili del 2023 e del 2024 ora raccoglie i frutti di un ciclo eccezionale. Dopo anni di volatilità e margini ridotti, il 2025 ha riportato i metalli al centro della scena mondiale e i loro trader in cima alla catena del profitto globale.
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