L’effetto “ottava corta” sarà ancora una volta caratterizzante nell’avvio di settimana al LME, ma le quotazioni al rialzo non determineranno degli indirizzi attendibili nel breve periodo per i metalli del listino.

La settimana scorsa è stata tra le più irrequiete degli ultimi tempi alla Borsa LME. Una situazione che avrà la sua naturale continuità in questa, essendo un’ottava corta, per via del lunedì festivo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Un listino LME profondamente mutato nella struttura conosciuta negli ultimi tempi, una notizia su tutte, il sensibile avvicinamento dei valori USD 3 mesi di Alluminio e Zinco e questo non accadeva da oltre cinque anni.

La visione d’insieme data dall’indice LMEX rende solo parzialmente questo significativo cambio di paradigma in Borsa, nonostante la variazione al ribasso pari all’1.8% della combinazione pesata delle quotazioni, renda l’evidenzia di una settimana di significativi ricollocamenti in discesa degli “industriali”.

Rame, aspettative non certo ottimistiche

Il Rame, come spesso accade, è capace di fare chiarezza sui molti episodi avvenuti nella cinquina di sedute LME appena chiusa. La fluttuazione complessiva su base settimanale del metallo guida della Borsa è stata pari a 400 dollari riferita alla quotazione 3mesi, anche se al termine dell’ottava il dato sintetico, prezzo iniziale, prezzo finale, è risultato di soli 20 USD e in ribasso.

Le indicazioni sul Rame sono state molto chiare e ci aiuteranno a definire gli orientamenti futuri nel breve periodo per questo metallo e per tutti gli altri che compongono il listino LME.

Le aspettative sul “metallo rosso” non possono di certo essere improntate su fondamenti di ottimismo in relazione alla crescita del prezzo. Il varco della soglia al di sotto degli 8mila dollari 3mesi, verificatosi il 25 Maggio, non può essere considerato un episodio isolato per il Rame.

La discesa del prezzo è avvenuta in un contesto di Borsa sostanzialmente equilibrato per il metallo, questo a significare che le componenti domanda e offerta sono state regolate da fenomeni privi di tensioni di qualsiasi genere, come spinte speculative o volatilità.

L’inerzia rialzista, che potrà registrare il Rame nei prossimi giorni, non dovrà quindi essere letta come un fenomeno di crescita in via di consolidamento, bensì un punto di massimo relativo, a cui seguirà un veloce decremento del suo valore.

Nessun presupposto al rialzo nel breve periodo per lo Zinco

Una visione d’insieme che può essere associata anche allo Zinco, nonostante la diminuzione del valore USD 3mesi su maggio sia stata di oltre 12 punti percentuali. I presupposti per una fase di crescita del metallo non sono forti e quindi una possibile reazione di incremento del prezzo nei prossimi giorni dovrà essere considerata come una semplice presa d’atto.

Ottone e Zama

Le leghe maggiormente rappresentative, per questi due metalli, amplificheranno le situazioni che si verranno a creare alla Borsa LME. La prudenza dei produttori di Ottone nel trasferire solo 40 Euro/tonnellata, sui 100 in stima, nella giornata di Venerdì 26 Maggio, è la dimostrazione che nessuno si sente rassicurato dalle ultime progressioni di Rame e Zinco. La Zama segue in presa diretta le evoluzioni del prezzo del suo metallo di riferimento, lo Zinco e la recente minima crescita del valore della lega, non potrà essere letta come l’avvio di una contro-tendenza, che quindi si farà ancora attendere.

Alluminio ancora “vivace”

L’Alluminio seguirà i trend appena visti e pertanto il possibile avvio di settimana improntato alla vivacità, non sarà altro che il tipico effetto “ottava corta”.

Nichel in una fase di volatilità.

L’accumulo di liquidità di stampo rialzista, venutasi a creare nel finale della seduta dello scorso venerdì sul Nichel, è un episodio da non sottovalutare. La crescita dei volumi di denaro con aspettative “lunghe” è sicuramente fuori luogo nel contesto attuale di Borsa, con il rischio che un’inversione generalizzata delle posizioni, da rialziste a ribassiste determini l’avvio di una fase di volatilità “corta” per il Nichel.

Il Piombo meriterà attenzioni.

Il Piombo meriterà una serie di attenzioni, che mai negli ultimi tempi aveva dovuto concentrare. Agli utilizzatori di questo metallo è consigliabile rimanere alla finestra, soprattutto in vista di un consistente smobilizzo di posizioni “lunghe” da parte di coloro che hanno avuto col Piombo recenti storie di deludenti marginalità finanziarie.

Stagno unico metallo in salute.

Lo Stagno sarà l’unico metallo “in salute”, questo a significare che le ultime progressioni del prezzo USD 3mesi creeranno il preludio per una nuova stagione di rialzi del riferimento LME.

UNO SGUARDO ALLA REALTA’ PRODUTTIVA

Nornickel guadagna ora quasi la metà del suo fatturato in Asia.

Norilsk Nickel, la più grande azienda mineraria russa, realizza ora quasi la metà dei suoi ricavi in Asia, mentre le vendite in Europa crollano, a ulteriore riprova del cambiamento dei flussi globali di materie prime in seguito alla guerra in Ucraina.

Nei primi tre mesi del 2023, l’Asia ha rappresentato il 45% delle entrate dell’azienda, mentre l’Europa – tradizionalmente il suo mercato più importante – è scesa al 24%, ha dichiarato in una presentazione. Le cifre erano rispettivamente del 31% e del 47% l’anno scorso, quando la compagnia mineraria aveva contratti annuali firmati prima dell’invasione della Russia.

La presentazione, che fa parte di un rapporto di sostenibilità dell’azienda presentato martedì, offre uno sguardo su come la guerra stia cambiando la struttura del mercato anche per le grandi aziende che non sono soggette a sanzioni. Nornickel, come è noto, controlla circa il 7% della produzione globale di nichel e il 40% del palladio.

Mentre gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno imposto sanzioni al primo azionista e presidente di Norilsk Nickel, Vladimir Potanin, nessuna sanzione è stata applicata all’azienda stessa o alle sue esportazioni. Tuttavia, l’azienda ha dovuto affrontare interruzioni nella logistica, nelle assicurazioni, nelle banche e nelle spedizioni a causa delle conseguenze della guerra.

Quest’anno Norilsk Nickel ha cercato di aumentare le vendite in Cina, in alcuni casi offrendo i metalli in cambio di yuan. I prezzi sono fissati a Shanghai, un segno di come il conflitto stia ridisegnando la mappa del commercio globale delle materie prime e stia conferendo maggiore potere alla Cina.

APPROFONDIMENTO

Nukem, il gioiello nucleare europeo che appartiene alla Russia.

La guerra in Ucraina sta facendo scoprire all’Occidente tutto quello di cui non può fare a meno ma che appartiene alla Russia.

Costruire una nuova centrale atomica è complicato, ma smantellarla lo è ancora di più. Asportare il cuore di una vecchia centrale senza che tutto salti per aria è una procedura chirurgica che solo pochi specialisti sono in grado di gestire.

È un lavoro che richiede decine di ingegneri nucleari specializzati in questo tipo di operazioni, oltre che di robot armati di torce al plasma e seghe circolari. Si tratta di un’operazione che può arrivare a costare un miliardo di dollari e che richiede anni per essere pianificata ed eseguita. Gli esperti prevedono che ripulire centrali nucleari invecchiate diventerà ben presto un business globale da 125 miliardi di dollari.

Sanzionare o non sanzionare?

Tra le pochissime aziende con l’esperienza e il know-how necessari per lo smantellamento di una centrale nucleare c’è la tedesca Nukem Technologies Engineering Services GmbH, che da decenni offre i suoi servizi unici in Asia, Africa e in tutta Europa. Un motivo di orgoglio tutto europeo che presenta però un piccolo neo: Nukem è interamente di proprietà di Rosatom Corp., il gigante nucleare controllato dal governo russo.

E qui entra inevitabilmente in gioco la politica e l’atteggiamento contradditorio e qualche volta schizofrenico dell’Unione Europea (UE) a proposito delle sanzioni contro la Russia. Da un lato si vorrebbe interrompere le importazioni di combustibile nucleare di Rosatom (il più grande esportatore mondiale), dall’altro non si vuole impedire a Nukem di continuare ad operare in Germania.

La UE non ha coltivato le competenze necessarie

Anche perché, a differenza di altre società russe a cui la Germania ha confiscato beni e strutture (raffinerie per esempio), Nukem non ha molte infrastrutture fisse. Se dovessero essere imposte sanzioni, Rosatom potrebbe semplicemente chiudere baracca e burattini o spostare il quartier generale di Nukem in un altro paese.

Di fatto, la questione nucleare mostra un nervo scoperto della UE che, a differenza della Russia, non ha coltivato competenze in tutti i processi industriali necessari per convertire e arricchire gli atomi di uranio in forme utilizzabili per generare energia. Quindi, gli stati europei dipendono da fornitori esterni per colmare le lacune nella produzione e nei servizi.

L’azienda-gioiello ha un futuro soltanto lontano dall’Europa

Per questi motivi, Rosatom e Nukem non sono state sanzionate fino ad oggi e spetta alle singole aziende decidere se continuare a fare affari con le due società russe. Il risultato? Rosatom, come riportato da Bloomberg, ha visto le esportazioni aumentare di oltre il 20% nell’anno successivo all’inizio della guerra in Ucraina.

Per quanto riguarda Nukem e il suo prezioso bagaglio di know-how, è assai probabile che il suo futuro sia lontano dall’Europa, proprio quando l’International Atomic Energy Agency di Vienna ha avvertito di una grave carenza di professionisti per la disattivazione delle centrali nucleari.

Intanto, Rosatom sta costruendo numerose nuove centrali nucleari in Bangladesh, Cina, Egitto, Turchia, oltre ad essere in trattativa per altri nuovi di contratti di fornitura. Anche Nukem sta trovando nuovi contratti in Cina dove, dal prossimo anno, inizierà a spedire componenti.

LINK UTILI

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COMMODITY EVOLUTION https://www.commodityevolution.com/2023/05/24/norilsk-nickel-realizza-ora-quasi-la-meta-dei-suoi-ricavi-in-asia/

METALLI RARI https://www.metallirari.com/nukem-gioiello-nucleare-europeo-appartiene-russia/

METALWEEK : https://www.metalweek.it//filemanager/mw/MWBASE230529.html

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